Quattro chiacchiere con Gigi Miseferi | Marco e Davide

L’ospite di oggi è Gigi Miseferi  artista reggino, tifosissimo della Reggina, portatore di comicità e simpatia che insieme all’amico Giacomo Battaglia formano un sodalizio di grande successo.

Il nostro incontro con Gigi è avvenuto in una giornata di sole, ci stavamo preparando per andare sul set di Rai 1 per registrare la puntata di Linea Verde Orizzonti a Reggio Calabria. E’ proprio in questa occasione che Gigi inizia a “corteggiare” i nostri accessori.

Da amante dei papillon ne ha acquistati un paio per comporre i suoi outfit per andare in tv e per la sua quotidianità.

 

Ciao Gigi, ci racconti come è iniziata la tua avventura nel mondo dello spettacolo?

Sin da quando ero ragazzino avevo la propensione a mettermi al centro della scena e ad imitare le voci sia dei personaggi televisivi che di conoscenti, compresi i professori. Le conseguenze le puoi immaginare. Poi frequentando i Boy Scout ho iniziato a creare le “scenette” che mettevo in scena nei fuochi di bivacco e nei campeggi. Poi conobbi Giacomo Battaglia e arrivò il periodo di Radio Touring 104 ed insieme portammo in scena le gag che costruivamo per il nostro programma radiofonico. Nel 1990 ci iscrivemmo al primo Campionato Nazionale per Imitatori che fu un successo di Rai 2. Tra migliaia di partecipanti ai provini e oltre 80 concorrenti  ci classificammo tra i primi tre e Pierfrancesco Pingitore, che era Regista e Autore di quel programma ci prese sotto la sua ala e ci fece entrare nel cerchio magico della prestigiosa Compagnia del Bagaglino di Roma, di cui era il fondatore. Per me, che acquistavo i 33 giri degli spettacoli di quella straordinaria Compagnia e ne conoscevo i contenuti a memoria, entrarne a far parte fu un vero e proprio sogno ad occhi aperti.

 

Spesso quando si inizia ad acquisire una certa fama e notorietà, ci si dimentica delle proprie origini. A te è capitato di dimenticarle?

Assolutamente no. Amo la Calabria, la mia città di origine e non ho mai perso occasione di sbandierare la mia “Regginità” nei vari contesti professionali ed artistici sia in Teatro che in Televisione. Da  30 anni vivo a Roma e mi considero fortunato perché oltre ad essere la città più bella del mondo è il più grande Museo a cielo aperto che esista. Ma un difetto devo confessare di averlo trovato… le manca il “nostro mare”.

 

Parlando di stile, la prima volta che ci siamo incontrati ci hai detto che collezioni papillon. Come mai la scelta di prediligere questo accessorio rispetto ad altri?

Sin da piccolo quando guardavo la televisione, non ci crederai ma all’epoca era in bianco e nero, molti attori comici del film americani e soprattutto gli straordinari Artisti del Varietà televisivo dell’epoca entravano nelle nostre case attraverso il tubo catodico con un “Dress code” ( come dicono quelli bravi) particolarmente elegante e il papillon per me rappresentava la massima espressione di quella eleganza ed al tempo stesso mi colpiva la leggerezza e la naturalezza con cui veniva indossato.

 

Da appassionato di papillon cosa hai pensato quando hai visto per la prima volta i nostri in tessuto di sughero e seta?

Appena li ho visti, sono rimasto subito colpito dalla creatività e dal gusto con cui sono stati creati. Usare materiali così apparentemente lontani da quelli che compongono questo adorabile accessorio, come il Legno lavorato con i micro tagli, o il Sughero, abbinandolo alla Seta, è un vero e proprio colpo di "Genio". E il fatto che la scintilla sia scoccata ai due giovani Reggini Marco e Davide, mi "riaccende" ancor di più l'orgoglio e alimenta il mio senso di appartenenza.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Attualmente sono presente su Rai 1 all’interno del programma Easy Driver, con la rubrica “Un Agente per amico” condotta in collaborazione con la Polizia Stradale, attraverso la quale affrontiamo temi importanti per la Sicurezza degli automobilisti, ai quali mi piace aggiungere un pizzico di leggerezza nel veicolare il messaggio. Il Teatro è il mio primo amore e sono due i progetti sui quali sto lavorando. “Dietro la porta” in cui con Giacomo Battaglia siamo una coppia di barboni molto particolari e “Brancaleone e la sua armata” insieme a Pippo Franco. Il mio “sfogatoio” sono gli impegni con la mia Swing Band Larga in cui faccio il CantAttore. Tra i miei idoli, spesso in scena ricordo il grande Fred Buscaglione. A proposito l’amore per il Papillon nasce anche grazie a lui.

 

Ti va di svelarci qualcosa che non ha mai rivelato in un’intervista e che hai tenuto in segreto fino ad oggi?

Vorrei mettere a nudo un po’ di cose ma considerate le temperature glaciali di questi giorni, rimanderei la risposta alla prossima estate.

 

Quanto è importante per te la Reggina?

Amo il calcio e la squadra del cuore è una fede! Mi vengono sempre i brividi  quando ricordo la prima volta che entrai allo Stadio di Reggio. Ero sulle spalle di mio padre. Vidi con gli occhi di un bambino un immenso tappeto verde e undici maglie amaranto attorno ad un pallone che brillavano al sole. Fu amore a prima vista.

 

Prima di concludere, ti chiediamo di farci una promessa: se la Reggina dovesse tornare in serie A, ti faresti tesserare come calciatore, un po' come fece Gene Gnocchi con il Parma? Noi siamo sicuri che tu riusciresti a fare meglio di lui, magari segnando anche un goal.

Ringraziandovi per la fiducia riposta, ormai ho appeso le scarpette al chiodo ma vi posso garantire che le ultime due “bustine di fiato” che mi sono rimaste le utilizzerei per urlare il mio tifo dagli spalti. Rispetto la scelta del Parma, loro avranno avuto anche “Gnocchi” ma noi la domenica ci gustiamo i nostri “Maccarruni”!

Foto: Gabriella Deodato

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